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Nella palude sono rappresentati un po’ tutti i gruppi biologici. Perciò è un ambiente polivalente molto adatto alla vita; alcuni scienziati anzi hanno fatto l’ipotesi che dalle paludi la vita si sia mossa alla conquista dell’ambiente terrestre vero e proprio.
Più che un vero e proprio ecosistema autonomo, le torbiore rappresentano un particolare caso di terreno invaso da masse di acqua poco profonda che si trovano soprattutto nelle regioni a clima umido e freddo e negli ambienti di montagna dove questo clima è caratteristico.
A differenza della palude, nella torbiera si raccoglie acqua limpida, non profonda, sempre piuttosto fredda. La vegetazione che vi sì insedia è quella tipica della tundra e comprende soprattutto muschi che da soli sono in grado di formare enormi torbiere, ma anche Licheni, Carici, Betulle ed Ontani.
In queste pozze di acqua fredda, su terreni molto acidi, in cui a volte gli acidi umici si concentrano ad un punto tale che impediscono qualsiasi forma di vita, avviene un particolare processo che conduce alla formazione della torba.
I residui della vegetazione che cadono nelle acque della torbiera non subiscono il normale processo di demolizione che conduce alla formazione del terreno umoso. A causa della bassa temperatura, dell’acidità dell’ambiente e della scarsa ossigenazione, restano infatti al 70-75°/o del peso iniziale. Viene degradata solo la cellulosa e molto lentamente, mentre la lignina (cellulosa e lignina sono i costituenti principali dei vegetali) rimane pressoché intatta e subisce un lento processo di ossidazione che la carbonizza in torba.
La torba si forma a partire dal fondo e ad ogni variazione stagionale si aggiungono e si stratificano nuove quantità di lignina. In questo processo interviene un tatto che ha reso interessantissime le torbiere per la storia del popolamento vegetale della terra. Ad ogni strato dì torba infatti si interpongono i pollini che dalla vegetazione circostante ad ogni primavera vengono affidati al vento (impollinazioni anemofila, dal greco anemos = vento e philos = amico) per la fecondazione delle parti femminili.
I granuli pollinici contenuti nelle torbiere, rivestiti di sostanza particolarmente resistente all’ossidazione in ambiente acido, si conservano infatti vitali per intere ere geologiche e permettono di stabilire esattamente quali piante vivevano in un determinato periodo.
Un tipo particolarmente interessante di torbiera è quello che si forma negli invasi impermeabili che si riempiono di acque piovane. La massa torbosa galleggia e su di essa si insediano spesso delle associazioni vegetali più evolute.
Nelle torbiere la vita animale è piuttosto povera se confrontata con quella delle paludi temperate o calde, ma comprende forme molto specializzate soprattutto tra gli animali inferiori.

 

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