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si associano a formare all’interno stesso della
palude veri e propri boschi impaludati, formati da specie che sono
provviste di radici ben resistenti alla mancanza di ossigeno. Tali sono
ad esempio lontano, il Pioppo e anche qualche specie di Quercia. La
Maremma Toscana, prima della bonifica integrale, presentava interessanti
aspetti di bosco impaludato che oggi è quasi completamente scomparso. In questa zona emersa notevole importanza rivestono però anche le associazioni vegetali di tipo erbaceo, come i Giunchi, le Carici, i Canneti. Strettamente legati a questa zona emersa “ vivono complesse associazioni animali: i più numerosi sono gli Insetti; ma frequenti anche gli Aracnidi (ragni ecc.) e i Molluschi (lumache ecc.) con abitudini terrestri o acquatiche. Tutte le forme viventi animali che incontriamo nella palude hanno abitudini idrofiìe, cioè hanno capacità di resistere anche per lunghi periodi immersi in acqua. Spesso questi animali presentano vita anfibia con uno stadio larvale esclusivamente acquatico ed uno adulto terrestre sub-aereo. Tra gli Insetti l’ordine più rappresentato, che potremmo considerare veramente tipico degli ecosistemi palustri, è quello dei Ditteri: ad esso appartengono mosche e zanzare che hanno reso tristemente noto l’ambiente palustre per il fatto di essere portatrici di gravi malattie. ![]() L’ambiente emerso della palude è anche favorevole ai rettili; tipica ad esempio delle paludi della zona temperata è la Testuggine delle Paludi. Molte specie di uccelli, con abitudini acquatiche e no, scelgono la palude come habitat stagionale o definitivo. Tipici sono i rappresentanti della famiglia degli Anatidi, come l’Oca Selvatica, l’Anatra Selvatica o Germano Reale, comuni nelle paludi europee superstiti, i Cigni diffusi in Europa, Asia, Nord-Africa e l’Eredone dell’Europa settentrionale, per ricordare i più noti. Si tratta in questo caso di veri e propri uccelli acquatici con sterno carenato, a forma idrodinamica (cioè adatto al movimento nell’acqua) e zampe palmate adatte al nuoto e provvisti di glandole cutanee che secernono sostanze grasse idrorepellenti (che cioè respingono l’acqua, impermeabili) per cui il rivestimento di piume e penne non appare mai bagnato. Diffusi negli ambienti palustri dell’Asia, Africa ed Europa meridionale troviamo poi i Fenicotteri Rosa, di cui una tipica stazione di migrazione è la estesa palude della Camargue, alle foci del Rodano. I Fenicotteri Rosa, come gli Anatidi, si raccolgono in numerose società e compiono lunghe migrazioni. I mammiferi che vivono nelle paludi hanno generalmente una taglia piccola e sono provvisti di una pelliccia molto folta. Hanno abitudini alimentari generalmente carnivore poiché si nutrono di pesci e sono tutti ottimi nuotatori; tra di essi incontriamo famosi animali da pelliccia come la Lontra, il Castoro e la Nutria. La massa d’acqua palustre, che risulta invasa dalla vegetazione e costituisce la zona della vegetazione sommersa, non è meno ricca di forme di vita animali. Meno legati all’esistenza della vegetazione macroscopica quanto a quella di abbondante fitoplancton e zooplacton di tipo lacustre, troviamo pesci come i Barbi e le Lamprede d’acqua dolce, Rane di varie specie, Tritoni, rettili acquatici (bisce d’acqua), molluschi ed insetti dalle abitudini decisamente acquatiche. Nella palude i fattori ambientali fisici sono piuttosto costanti e come conseguenza la produttività degli ecosistemi palustri risente poco delle variazioni stagionali. Essi assumono quindi una notevole importanza nella economia della natura come territorio nutritizio. Ottimo ambiente per procurarsi cibo senza particolare sforzo, si rivela adatto per trascorrervi i periodi riproduttivi e di svernamento sia per gli uccelli che per i pesci, che vi conducono periodiche migrazioni quando si tratta di paludi costiere salmastre, e per gli insetti stessi che popolano le acque palustri delle loro uova e delle loro larve.
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