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Le civiltà, soprattutto
quelle che traggono origine dalle città, assumono spesso nei confronti
del'ambiente naturale degli atteggiamenti che sul piano ecologico sono
davvero singolari. Gli uomini ‘ civili “, nello sforzo di riordinare
secondo le loro esigenze lo spazio in cui vivono, tentano spesso di
ricondurre al loro modo di vedere e di pensare anche ciò che non
riescono a comprendere completamente. Acqua e terra sono due concetti
per noi ben distinti, addirittura opposti: quando le popolazioni europee
hanno incontrato in natura un ecosistema che fondeva questi due ambienti
opposti si sono sempre sforzati di separarli. Così le paludi sono
ecosistemi la cui sorte è sempre stata quella di sparire dalla
superficie della terra di fronte all’avanzare della civiltà dell’uomo
bianco. Bonificare è il sinonimo di questa grande operazione di
chirurgia ambientale, che consiste nel separare l’acqua dalla terra allo
scopo di ricavare soprattutto nuovo terreno coltivabile.
Un periodo di grande bonifiche in Europa coincide con quello della
civiltà rurale medioevale quando i monasteri grazie alla loro
organizzazione ed alla loro ricchezza poterono intraprendere tali
costose e complesse operazioni che persino la civiltà romana non era
stata in grado di compiere. Le opere di bonifica raggiunsero la massima
intensità quando l’agricoltura ebbe in aiuto i nuovi mezzi tecnici
elaborati dalla Rivoluzione Industriale a partire dal secolo scorso.
In questi ultimi anni l’atteggiamento di molte
nazioni è mutato di fronte al problema delle paludi.
Senza dubbio nel passato le opere di bonifica ebbero un’immediata
utilità sociale e igienica perché offrivano nuove terre da coltivare ed
eliminavano il pericolo di diffusione di certe malattie. Allora però non
ci si rendeva ben conto dell’importanza che le paludi rivestono per
l’equilibrio naturale di una regione. Nel decidere infatti di sopprimere
una palude occorre sapere a quali conseguenze porterà la scomparsa di un
ecosistema in tutta la regione circostante. Per questo occorrerebbe la
consulenza da parte di esporti ecologi, A Lentini, in Sicilia, si decise
la bonifica integrale dl una palude e si distrusse in brevissimo tempo
un ecosistema che aveva raggiunto un clima interessantissimo con specie
dl tipo tropicale. Negli anni seguenti alla bonifica gli aranceti che
erano disposti intorno all’antica palude e che erano il perno
dell’economia agricola della regione, cominciarono a soffrire delle
gelate invernali. Ciò era dovuto proprio alla sparizione della massa
d’acqua palustre che regolava la temperatura dell’ambiente circostante.
Si dovette riallagare la palude prosciugata, ma ormai il primitivo
ambiente era andato perduto. Inoltre gli ecosistemi palustri, insediati
normalmente in zone di depressione altimetrica, funzionano anche, nei
confronti delle regioni circostanti da polmone acquatico, raccolgono
cioè le acque di piena o di improvvisi rovesci e restituiscono poi
T’umidità in maniera graduale evitando i danni dell’erosione e spesso
veri e propri allagamenti.
Le variazioni anche improvvise del livello delle acque all’interno
dell’ecosistema tornano invece estremamente utili. Grazie ad esse si
possono operare scambi e circolazioni di sostanza organica e quindi di
energia. In questo modo ai aumenta la produttività e si ringiovanisce
per così dire la palude grazie all’apporto di ossigeno delle masse
d’acqua fresca. Per questi ed altri più complessi meccanismi la
produzione primaria di un metro quadrato di palude in regioni temperate
è uguale al doppio di quanto possa produrre un campo coltivato con le
più moderne tecniche agrarie.
La vegetazione delle paludi ha molta importanza a questo proposito. Essa
si estende sul fondo delle zone immerse data la poca profondità delle
acque, ma a questa vegetazione propriamente acquatica si deve aggiungere
quella che galleggia sulla superficie con radici più o meno ancorate al
fondo ed ancora tutti i vegetali che vivono nelle zone più asciutte o
che pur avendo le radici immerse sporgono con il fusto all’aria.
Sia verticalmente sia orizzontalmente la stratificazione della
vegetazione di palude è complicatissima proprio perché la vita vegetale
riempie letteralmente tutto I’ecosistema.
La palude si presenta così come un vero e proprio tappeto fotosintetico:
colpita dai raggi solari li trasforma incessantemente in energia
biologica senza soste stagionali.
Per quanto riguarda i rapporti tra vegetazione palustre e popolazioni
animali è opportuno distinguere nella palude due grandi zone: quella
delle piante emerse e quella delle piante sommerse. Nella prima vanno
anche comprese specie arboree che spesso
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